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Manifesto politico del movimento.

Iscritos de IRS / Lìberu 1:

Pro s' Indipendèntzia e sa Repùbrica de Sardigna.

 

Indipendèntzia  Repùbrica de Sardigna (iRS)

E’ dalla coscienza delle nostre motivazioni, dalla consapevolezza del nostro credere nella nostra causa, del nostro sentirla fino in fondo; e dunque dal piacere di farsene portatori, dal viverla come una potenzialità, come un’energia che ci trascina e che continuamente ricarichiamo nel fare, come un entusiasmo che ci aiuta a trasformare il mondo, a renderlo un po’ più libero rendendo libera la nostra terra; è da tutto ciò che ripartiamo.

Indipendetzia Repùbrica de Sardigna si pone lungo questo cammino, o meglio, gli dà inizio e seguito. Noi dobbiamo marcare con chiarezza, verso i sardi, il nostro essere un luogo di aggregazione degli indipendentisti, di confronto fra essi, un confronto che avviene al livello più alto, quello dell’idealità, e non con fini politico-strumentali: ma ancora di più dobbiamo mostrare che siamo un movimento produttore di un sommovimento generale delle coscienze e della società sarda, un movimento che non è un progetto a tempo, con scadenze e fini elettoralistici, ma è l’inizio o la prosecuzione di un percorso sulla via della libertà, una via che il nostro popolo in realtà non ha mai smesso di battere.

Ma se noi ci nutriamo di una idealità va anche detto che tramite il nostro movimento e il suo organizzarsi questa idealità si fa concreta ed è già in tensione, protesa verso le cose da fare, le strategie da elaborare, le coscienze e i cuori da risvegliare. Lo stesso esistere e il conseguente agire di I– RS è una ulteriore dimostrazione, perché bisogna continuamente rendere conto ai propri connatzionali di se stessi, della forza del nostro amore per questo popolo e questa terra; è un gesto che vuole essere stimolo per gli altri, vuole essere esemplare. Vuole fare in modo che con esso e a partire da esso nessuno possa più dire “io non sapevo”, o come dicono le classi dirigenti ed intellettuali “unioniste”: “la questione indipendentista in Sardegna non esiste e non è mai esistita”.

Avete mai fatto caso ai titoli di libri, convegni ecc.? Sono sempre del tipo “La Sardegna del ‘700 fra Autonomia e Federalismo”, “Autonomia e federalismo nella Sardegna Contemporanea”, “Il pensiero di tizio e caio fra autonomia e federalismo” ecc. Questi sono modi con cui si cerca di far capire che non c’è altra possibilità oltre queste: i nazionalitari generalmente impostano il discorso in questo senso. A differenza di quello che succede in altre nazioni oppresse, i moderati sardi non vedono nel federalismo un eventuale passo verso l’indipendenza, ma una scelta contro di essa, che esclude, che è un rimedio all’indipendenza. Detta in parole molto grezze il loro pensiero potrebbe riassumersi così: «Ci serve qualcosa per bloccare l’indipendentismo: facciamo il federalismo».

iRS si pone allora come stimolo nei confronti degli scettici, come traino e spinta a coloro che continuano a pensare “vorrei ma non posso”: chi ha un sentimento di appartenenza natzionale sarda per davvero, chi ha coscienza del proprio essere sardo non dovrà più avere la scusa del “sarebbe un sogno e sarebbe giusto ma non si può fare”.

iRS oltre che essere uno stimolo per tutti è, nel suo esistere, una realizzazione di questo sogno: si dà forma, si pone in assèttiu, per l’indipendentismo, per proporsi come luogo in cui tutti gli indipendentisti si possano incontrare e lavorare insieme come indipendentisti, dunque come spazio liberato e già indipendente pronto a contagiare tutta la Sardegna.

iRS vince le paure o le titubanze di chi si crede solo a combattere impossibili battaglie contro i mulini a vento, vince la mancanza di coraggio o lo scoramento di chi per troppo tempo è stato deriso, offeso, umiliato per aver detto di appartenere alla Natzione Sarda e non ad altre. Insinua il dubbio in chi ha completamente venduto o perduto la coscienza.

iRS rilancia il conflitto (“polemos”) e cerca di farlo a livello più alto: niente scuse per chi vuole restare nell’ambiguità, perché l’indipendentismo c’è e agisce di concerto; niente scuse per chi pensa di trattare con gli indipendentisti facendo finta che questi siano degli autonomisti un po’ più arrabbiati.

E se continueranno a far finta che non esistiamo? Se continueranno a cercare di farci passare come una parte della loro stessa famiglia (autonomistico-federalista = unionista)? Se continueranno a dipingerci come dei simpatici folli, degli inguaribili sognatori, degli “autonomisti che sbagliano”, degli arrabbiati che comunque amano ancora il “loro Paese” (l’Italia)?

Facciano pure, ma il gioco si farà sempre più difficile perché non gli daremo tregua: la coerenza del nostro fare e delle nostre parole, la forza del nostro desiderio di libertà, la qualità delle nostre elaborazioni e della loro messa in pratica parleranno per noi e lo faranno rivolgendosi direttamente ai Sardi. E se noi convinceremo i nostri connatzionali, se faremo capire loro che è tempo che si riprendano il cuore e la mente che hanno dato ad un’altra terra,  che è tempo che lo usino per la loro, bèh allora, avranno tempo le “care” classi dirigenti a mistificare: non sarà un “vento”, sarà molto molto di più, anzi, sarà tutt’altro…sarà una bardana: l’ultima, quella pacifica, fatta non per levarsi la soddisfazione di un giorno, né per guadagnarsi la sopravvivenza per qualche mese, e nemmeno fatta per ritornare subito dopo a nascondersi e resistere, no! Sarà una bardana fatta da tutti e in ogni luogo, una bardana interiore dei singoli, una bardana collettiva di un popolo che decide di essere natzione. Una bardana che rimane dove viene fatta perché non vuole nascondersi, non vuole tornare a covare nel privato, ma è fatta per uscire all’aperto, per farsi presente, dovunque, in totta sa Sardigna. Una bardana che inaugura una vita. Vita da liberi, da Repubblica Indipendente, quella che ci renderà esistenti e responsabili di noi stessi davanti al mondo, responsabili del nostro entrare in relazioni con gli altri (senza che per noi parli e agisca qualcun altro).

L’entusiasmo e il piacere di essere e divenire sardi tramite il fare qualcosa insieme: fare la propria Indipendèntzia, fare sa Repùbrica de Sardigna.

 

 

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