N26 20/11/2009
EOLICO
CONTENUTO DEL NUMERO
Che i Consiglieri parlino
chiaro...
Giovedì 19
Novembre 2009, a Cagliari, si è tenuta una importante conferenza stampa di
iRS - Repùbrica de Sardigna sulla questione eolico.
Gavino Sale, Presidente di iRS e Bobore Bussa, componente dell’Esecutivo
Nazionale, hanno presentato ai giornalisti il testo di una Mozione
istituzionale sulla gestione e la regolamentazione degli impianti eolici in
Sardegna. iRS mette a disposizione dei Consiglieri Regionali tale testo e
propone loro di farsene portatori in sede di Consiglio Regionale,
inaugurando così una serie di iniziative tese al coinvolgimento e al
pronunciamento delle istituzioni sarde e dei loro rappresentanti pubblici
sui temi dell'attualità sociale e politica della nazione sarda.
iRS ritiene doveroso che la questione eolica, intrisa di ombre e interessi
da parte di multinazionali e organizzazioni malavitose, venga finalmente
affrontata pubblicamente dal complesso della classe politica sarda, finora
generalmente sorda e muta. iRS, movimento d'alternativa di governo e non di
sterile protesta, fornisce la propria analisi della situazione e alcune
soluzioni pratiche. (franciscu pala)
Comunicato ufficiale
di iRS sulla questione eolica
iRS – Repùbrica de Sardigna,
da sempre garante dei reali interessi della Nazione Sarda, propone strategie
alternative allo sconsiderato utilizzo del territorio sardo e delle energie
rinnovabili, oggi abbandonati ad esclusivo vantaggio di società dagli scopi
poco chiari e delle multinazionali.
E' oramai assodato che la mafia ha messo radici salde in Sardegna,
investendo in vari settori strategici dell'economia, come appunto quello
energetico.
E' allarmante constatare che la classe politica autonomista di destra e
sinistra evita completamente il dibattito, lasciando che si compia il più
grande saccheggio della storia della Sardegna, senza di fatto andare oltre
alla semplice denuncia giornalistica.
A dimostrare ciò basta l'impianto di centrali eoliche ai quattro angoli
dell'Isola, centrali eoliche la cui ricaduta positiva a favore della
popolazione sarda, come è noto, si aggira in media sull'1,5% dell'utile
netto prodotto. Percentuali queste assolutamente irrilevanti a fronte del
notevole ricavo ottenuto non solo dall'energia prodotta ma anche dagli
incentivi comunitari percepiti.
Le centrali eoliche infatti producono milioni di euro di utili in energia e
remunerativi “certificati verdi”, ma al contempo alimentano di fatto la
sudditanza culturale ed economica dei comuni che li ospitano in cambio di
briciole.
Peggio ancora, le popolazioni non possono usufruire di sconti sulle tariffe
energetiche e le aziende sarde continuano ad essere non competitive sui
mercati internazionali, in quanto, oltre agli ostacoli di natura strutturale
cui devono far fronte, si ritrovano a dover pagare l'energia a 88,92 euro/MWh,
mentre il costo per l'Italia ed il resto d'Europa si aggira mediamente
attorno ai 45 euro\MWh.
Alla luce di tutto ciò, iRS pretende che la R.A.S avvii una moratoria di 6
mesi sulle concessioni e gli appalti già in fase di realizzazione.
iRS propone che in tale periodo la R.A.S. ridiscuta e aggiorni il Piano
Energetico Regionale affinché vengano approvate norme e previsti
stanziamenti (attraverso rimodulazioni apposite del POR FESR e PAR FAS) che
portino vantaggi effettivi alle comunità e alle casse regionali.
iRS ritiene fondamentale che la R.A.S acquisisca immediata e reale sovranità
su produzione e gestione dell'energia, avviando da subito a livello
istituzionale un dibattito in tale direzione.
iRS propone che si apra una vertenza tra Regione e imprese che hanno
investito in impianti eolici in Sardegna per rinegoziare i contratti, in
quanto palesemente iniqui verso le amministrazioni locali e i cittadini.
iRS propone e richiede l'istituzione dell'Agenzia sarda per l'energia, ente
pubblico che si occupi di raccogliere, distribuire e reinvestire le risorse
derivanti dalle attività di produzione di energia in Sardegna e faccia opera
di vigilanza sull'intero settore nonché di promozione della ricerca e della
valorizzazione delle fonti di energia già utilizzabili.
Inoltre, essendo il vento ed il sole beni illimitati collettivi, iRS si
aspetta e pretende che vengano valorizzati a beneficio e vantaggio delle
comunità, non a esclusivo vantaggio di entità economiche private.
Una tale ricchezza, immensa e potenzialmente infinita, a disposizione della
Nazione Sarda potrebbe rendere possibile in tempi relativamente brevi la
riduzione delle tariffe energetiche per le aziende e per i cittadini, dando
anche un forte impulso a settori ormai dimenticati ed altrettanto strategici
quali quelli della ricerca e della innovazione tecnologica, della
sostenibilità ambientale, del risanamento e della riconversione delle aree
industriali e militari, tutelando di fatto il popolo Sardo nei suoi
interessi strutturali irrinunciabili e creando i presupposti per un presente
ed un futuro di reale benessere diffuso. (Assemblea Nazionale iRS)
Una Mozione
elaborata da iRS
a disposizione di
ciascun Consigliere
iRS auspica un chiaro
pronunciamento
da parte della classe politica sarda
IL CONSIGLIO REGIONALE
PREMESSO CHE:
* la sovranità dei beni collettivi della Nazione sarda appartiene al popolo
sardo a cui deve essere garantito il diritto di accesso, l’utilizzo e la
condivisione dei benefici che da questi vengono prodotti;
* la ricchezza prodotta dai beni comuni deve ricadere su tutta la
collettività intera in modo da contribuire al progresso e alla crescita
economica, sociale e culturale della Nazione;
* l’assenza di norme che regolano e tutelano tali ricchezze collettive porta
ad un loro rapido consumo e impoverimento e alla possibilità che il loro
utilizzo non vada a beneficio de popolo sardo.
PRESO ATTO CHE:
* il vento e il sole sono legittimi beni collettivi che appartengono al
popolo sardo;
* attraverso le moderne tecnologie è possibile estrarre da essi energia
pulita, rinnovabile e utile all’abbassamento dei costi di produzione per le
imprese, per l’utilizzo dei privati cittadini e per le comunità sarde;
* non esiste un impianto normativo capace di regolare l’utilizzo di tali
fonti energetiche, né tanto meno un Piano Energetico regionale sardo che ne
tuteli l’utilizzo a nostro favore;
* gli ultimi avvenimenti hanno reso pubblica l’esistenza di società con
capitali di dubbia provenienza che hanno come unico obiettivo quello di
speculare sulle risorse comuni della nostra terra;
* i contratti di gestione finora stipulati da dette società e che riguardano
le energie rinnovabili sono iniqui a vanno a totale beneficio di interessi
lontani dall’Isola;
CONSIDERATO CHE:
* ai fini di tutelare gli interessi del popolo sardo risulta fondamentale
che la R.A.S. si doti di tutti gli strumenti giuridici e legislativi capaci
di controllare lo sviluppo e l’utilizzo di tali beni;
* attualmente i costi dell’energia in Sardegna sono i più elevati d’Europa
(doppio dell’Italia e il triplo dell’Europa), in quanto essa è prodotta e
gestita da aziende non integrate nel sistema produttivo sardo in base a
logiche di profitto privato del tutto avulse da qualsiasi organica strategia
economica generale;
* le fonti di energia rinnovabile sono uno snodo fondamentale per la
creazione di ricchezza nella moderna economia globale e notoriamente i
flussi di investimento si stanno spostando dal petrolio alla cosiddetta
“green economy”;
IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE E LA GIUNTA REGIONALE
1. a pronunciarsi per chiarire se il popolo sardo abbia o debba avere il
diritto di esercitare la propria sovranità sui suoi beni pubblici e, nel
caso specifico, sul vento e sull'irradiamento solare;
2. a decidere se la ricchezza prodotta da queste risorse debba andare a
beneficio della collettività sarda o a beneficio di altri;
3. ad attivarsi per l'istituzione dell'Agenzia sarda per l'energia, ente
pubblico che si occupi di raccogliere, distribuire e reinvestire le risorse
derivanti dalle attività di produzione di energia;
4. a far sì che la R.A.S. ridiscuta e aggiorni il Piano Energetico
Regionale;
5. affinchè si adoperi a sospendere per sei mesi tutte le concessioni sui
nuovi parchi eolici i cui benefici non vadano in maggior parte a favore
delle comunità locali;
6. a ridiscutere i contratti stipulati tra società private e enti pubblici a
oggi ritenuti iniqui e totalmente svantaggiosi per le comunità locali.
I testi e i documenti di questo numero sono stati elaborati dall’Assemblea
Nazionale di iRS e dal TzdE-Energia e Ambiente.
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