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Le reazioni dei sindacalisti italiani di CGIL e CISL.

Da L'Unione Sarda del 29 settembre 2003

 

La protesta

 

In fabbrica nei prossimi giorni si terrà un’assemblea per affrontare il problema

Portovesme «L’unico crimine che ci risulta è l’attentato al nostro lavoro: è dal 1988 che la Portovesme srl tratta i fumi d’acciaieria. Perché proprio adesso tutto questo clamore?». Non ci vede chiaro Tore Cappai, sindacalista della Cgil, dopo il blitz degli Indipendentisti del movimento Irs.
Pirati del mare in nome dell’ambiente, gli uomini di Gavino Sale, sabato a Cagliari hanno simbolicamente bloccato lo scarico dei camion arrivati dal Nord Itaia con una nave della Tirrenia e diretti alla Portovesme srl. Dopo due ore dall’arrembaggio i camion con i fumi di acciaieria sono arrivati regolarmente nello stabilimento sulcitano.
«Non è una novità che la fabbrica utilizzi questi materiali: esistono le autorizzazioni ed è risaputo, - tiene a precisare Cappai- piuttosto quello che ci stupisce è il tempismo dell’operazione. Proprio adesso che gli operai lottano per i loro posti di lavoro vogliono farci passare per inquinatori. I fumi di acciaieria sono solo il dieci per cento delle materie utilizzate nel ciclo produttivo. E tutto - conclude il sindacalista della Cgil - avviene nel rispetto delle leggi».
Reazioni negative all’azione compiuta venerdì a Cagliari dalla cinquantina di militanti di Indipendentzia Repubrica de Sardigna arrivano anche dal sindacato territoriale del Sulcis Iglesiente: «Sembra una cosa fatta ad arte per ostacolare la vertenza energetica- dice Fabio Enne, segretario territoriale della Femca Cisl - gli ambientalisti dovrebbero capire una volta per tutte che i primi a vigilare sul rispetto delle leggi sono gli stessi lavoratori che ogni giorno sono a contatto con queste sostanze. Oppure crediamo davvero che gli operai siano un branco di masochisti pronti a beccarsi qualsiasi malattia? E poi - prosegue il dirigete sindacale sulcitano - facciamo chiarezza su questo punto una volta per tutte: quei camion non stavano viaggiando verso uno stabilimento chiuso. I fumi di acciaieria vengono trattati nell’impianto Waeltz, che rimarrà in marcia. E non vengono usati da ieri, ma da quando ancora c’erano le partecipazioni statali. Solo - è la conclusione di Fabio Enne - che con grande tempismo solo adesso sono finiti al centro dell’attenzione».
Il clima a Portovesme è difficile e oggi la rappresentanza sindacale di fabbrica si riunirà per prendere posizione dopo il blitz degli Indipendentisti. Con molta probabilità sarà convocata un’assemblea dei lavoratori da tenersi in tempi molto stretti.
Insomma gli operai dello stabilimento di Portovesme non l’hanno presa molto bene, proprio perché l’azione dimostrativa è stata compiuta nel bel mezzo della lotta che da mesi li vede in prima fila per risolvere la vertenza energetica ed accelerare il riavvio degli impianti della fabbrica.
Eppure non è la prima volta che i camion diretti in stabilimento vengono presi di mira: una domenica pomeriggio di un anno fa l’assessore all’Ambiente di Portoscuso Angelo Cremone, accompagnato dai Carabinieri di Portoscuso, bloccò i camion prima dell’ingresso in fabbrica. Ispezione delle bolle e analisi sui materiali. Ma nessuna irregolarità. «Noi continueremo a lottare per il lavoro», promettono i sindacalisti

Antonella Pani

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