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La
protesta
In
fabbrica nei prossimi giorni si terrà un’assemblea per affrontare il
problema
Portovesme «L’unico
crimine che ci risulta è l’attentato al nostro lavoro: è dal 1988
che la Portovesme srl tratta i fumi d’acciaieria. Perché proprio
adesso tutto questo clamore?». Non ci vede chiaro Tore Cappai,
sindacalista della Cgil, dopo il blitz degli Indipendentisti del
movimento Irs.
Pirati del mare in nome dell’ambiente, gli uomini di Gavino Sale,
sabato a Cagliari hanno simbolicamente bloccato lo scarico dei camion
arrivati dal Nord Itaia con una nave della Tirrenia e diretti alla
Portovesme srl. Dopo due ore dall’arrembaggio i camion con i fumi di
acciaieria sono arrivati regolarmente nello stabilimento sulcitano.
«Non è una novità che la fabbrica utilizzi questi materiali: esistono
le autorizzazioni ed è risaputo, - tiene a precisare Cappai- piuttosto
quello che ci stupisce è il tempismo dell’operazione. Proprio adesso
che gli operai lottano per i loro posti di lavoro vogliono farci passare
per inquinatori. I fumi di acciaieria sono solo il dieci per cento delle
materie utilizzate nel ciclo produttivo. E tutto - conclude il
sindacalista della Cgil - avviene nel rispetto delle leggi».
Reazioni negative all’azione compiuta venerdì a Cagliari dalla
cinquantina di militanti di Indipendentzia Repubrica de Sardigna
arrivano anche dal sindacato territoriale del Sulcis Iglesiente: «Sembra
una cosa fatta ad arte per ostacolare la vertenza energetica- dice Fabio
Enne, segretario territoriale della Femca Cisl - gli ambientalisti
dovrebbero capire una volta per tutte che i primi a vigilare sul
rispetto delle leggi sono gli stessi lavoratori che ogni giorno sono a
contatto con queste sostanze. Oppure crediamo davvero che gli operai
siano un branco di masochisti pronti a beccarsi qualsiasi malattia? E
poi - prosegue il dirigete sindacale sulcitano - facciamo chiarezza su
questo punto una volta per tutte: quei camion non stavano viaggiando
verso uno stabilimento chiuso. I fumi di acciaieria vengono trattati
nell’impianto Waeltz, che rimarrà in marcia. E non vengono usati da
ieri, ma da quando ancora c’erano le partecipazioni statali. Solo - è
la conclusione di Fabio Enne - che con grande tempismo solo adesso sono
finiti al centro dell’attenzione».
Il clima a Portovesme è difficile e oggi la rappresentanza sindacale di
fabbrica si riunirà per prendere posizione dopo il blitz degli
Indipendentisti. Con molta probabilità sarà convocata un’assemblea
dei lavoratori da tenersi in tempi molto stretti.
Insomma gli operai dello stabilimento di Portovesme non l’hanno presa
molto bene, proprio perché l’azione dimostrativa è stata compiuta
nel bel mezzo della lotta che da mesi li vede in prima fila per
risolvere la vertenza energetica ed accelerare il riavvio degli impianti
della fabbrica.
Eppure non è la prima volta che i camion diretti in stabilimento
vengono presi di mira: una domenica pomeriggio di un anno fa
l’assessore all’Ambiente di Portoscuso Angelo Cremone, accompagnato
dai Carabinieri di Portoscuso, bloccò i camion prima dell’ingresso in
fabbrica. Ispezione delle bolle e analisi sui materiali. Ma nessuna
irregolarità. «Noi continueremo a lottare per il lavoro», promettono
i sindacalisti
Antonella
Pani |
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