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La nostra risposta all'articolo di Casula. |
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Lettera aperta di un militante di iRS Eleonora d'Arborea, le bombe e il popolo senza storia.
di iRS
“Confesso che mi ha fatto un brutto effetto l’ultimo atto terroristico compiuto e rivendicato dall’eminente storico prof. Francesco Cesare Casula, anche se classificato come potenzialmente ridicolo e probabilmente innocuo.” La prospettiva di affrontare una chiacchierata con i nostri figli rispetto a tale vicenda risulta di difficile interpretazione. Come spiegare ad un bambino o ad un adolescente, che si affaccia al mondo con il suo carico di aspettative e progetti per costruire un futuro possibile nella propria terra, che la Sardegna non è la patria del terrorismo ne tanto meno una terra senza una storia, senza eroi e senza un popolo degno di essere appellato in tal modo? Come riparare ai danni identitari che una storiografia delirante sta irrimediabilmente provocando nella formazione e nella capacità di autodefinirsi delle nostre giovani generazioni? Ci si continua a lamentare dell’emigrazione intellettuale (giovanile) che ha ripreso a minare le basi per qualsisia forma di progettualità; ci si lamenta degli alti tassi di abbandono scolastico e dell’assenza di spirito imprenditoriale, ma ci siamo mai chiesti dove vanno cercate le cause? A me pare che tra i responsabili vadano senz’altro posti gli atti terroristici di una classe intellettuale che, incapace di fornire stimoli positivi, appare sempre pronta a promuovere ed incentivare deliranti quanto improbabili letture delle vicende storiche. Le manifeste, mi pare, manie di protagonismo del prof. Francesco Cesare Casula mi sembrano da annoverare tra questo genere di comportamenti. L’Unione Sarda, quotidiano a cui i sardi tutti sono da sempre legati, ha probabilmente toccato il fondo pubblicando i ridicoli risvolti di un approccio storico alle vicende sarde che, bisogna ricordarlo, è semplicemente uno tra i tanti possibili. Se fino a ieri però un tale modo di leggere il nostro passato meritava il rispetto della comunità scientifica, perché formulato alla luce di studi e approfondimenti, ora mostra in maniera definitiva il suo vero volto: una forma di revisionismo smaccatamente segnata da un disprezzo profondo non solo per il passato di questa terra ma anche e soprattutto per il suo futuro. Diceva Jacques Le Goff (in un volumetto intitolato significativamente ‘Fare storia’) “l’essenziale […] sta nel saper fare la storia di cui oggi c’è bisogno”. Un mio cugino – di 18 anni – appena letto il pezzo del prof. Casula mi ha chiesto, con l’innocenza propria di chi non può capire la differenza tra terrorismo delle bombe e terrorismo intellettuale: “ma perché a Eleonora le hanno dedicato una piazza se era una terrorista-imperialista?”. Fraintendimenti innocenti si potrebbe dire, ma a parer mio frutto delle associazioni quanto mai ambigue e inutili proposte nel pezzo in questione. Di
questo modo di fare storia non c’è proprio bisogno. Stia pur
tranquillo il prof. Casula, i sardi –quelli che hanno a cuore il
proprio passato – restituiranno il suo libro a fumetti alle edicole,
evitando che i propri figli entrino in contatto con chi, se pur
trasformando il tutto in un innocente storiella disneyana,
associa terrorismo – anarchico, brigatista o di stato non saprei –
con la promulgatrice della Carta de Logu, con i moti de Sa Die de sa
Sardigna, e con tutte quelle persone che quotidianamente lavorano per il
futuro, la libertà e l’indipendenza di questa terra. Tutte
le forme di terrorismo – proprio tutte – vanno combattute, quelle
intellettuali comprese. |
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