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Lettera pubblicata da l'Unione Sarda.

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Nazionalismo becero

Non insultiamo gli altri

 

di Fabrizio Rossi


Ho 29 anni e uno stato d’animo tra il preoccupato e il deluso. Leggo troppe lettere di pseudonazionalisti sardi che rivendicano, nelle più svariate forme, una nostra indipendenza culturale, politica, economica e persino storica, nei confronti della patria italiana. Gente che si inventa ogni giorno una ragione per offendere l’Italia (che ci ha colonizzato), gli Stati europei (che ci ignorano), i cinesi (che aprono i negozi), i turisti (che deturpano senza rispetto la nostra terra), il cibo degli altri (sempre peggiore del nostro), persino l’Inno di Mameli. A tutti costoro dico: rispettate gli altri e io rispetterò voi. Siamo nel 2003, siamo milioni di europei che convivono, siamo noi stessi sparsi nel mondo a farci apprezzare. Quell’orgoglio sardo che dimostrate è un nazionalismo becero e inutile, nonché pericoloso. Inseguendo un sogno storicamente falso, vogliamo finire per ammazzarci come in Corsica, nei Paesi baschi, o altri posti dove inseguono utopie nazionalistiche?

 

> La nostra risposta (lettera aperta di un militante di iRS)

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